MATERIE PRIME

L’amore per frutta e verdura, il benessere di una scelta consapevole.

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L’ananas, o ananasso, appartiene alla famiglia delle Bromeliaceae ed è il frutto di una pianta tropicale originaria dal Sud America.

Ha un elevato contenuto di minerali (calcio, potassio e fosforo) e di acqua. Ricco di fibre che ripuliscono l’intestino e sgonfiano la pancia, contiene numerose proprietà nutritive: le vitamine A, B1, e C; gli acidi glutamminico, aspartico, ossalico e malico; amminoacidi essenziali come lisina, leucina, fenilanina, isoleucina e triptofano. Una sua fetta fornisce da sola il 25% del fabbisogno energetico quotidiano.

Prezioso per la salute delle nostre vene e arterie per la sua azione anticoagulante (evita la formazione di trombi), è un vero e proprio succo ringiovanente e la dolcezza del succo ha delle proprietà digestive, drenanti e disintossicanti. Svolge anche una funzione antiinfiammatoria grazie alla bromelina, un enzima che elimina le tossine in eccesso nei tessuti, e decongestionante delle mucose, soprattutto in caso di riniti.

Aiuta a regolare la risposta immunitaria del nostro organismo, accelera il metabolismo, favorendo il dimagrimento, e rende digeribili le proteine complesse, aiutando così la digestione. È indicato in caso di artrite, reumatismi, cellulite e sovrappeso, e ha un effetto diuretico.

L’arancio (Citrus sinensis) è un albero appartenente alla famiglia delle Rutaceae, di provenienza asiatica, il cui frutto è l’arancia. Si tratta di un antico ibrido, figlio di un incrocio di oltre 4.000 anni fa tra il pomelo e il mandarino.

La leggenda narra che i suoi fiori, le zagare, bianchi e profumatissimi, furono regalati da Giove a Giunone per le loro nozze. La pianta era custodita da un drago nell’orto delle Esperidi, tanto che il frutto si chiamava “esperidio” e si dice che fossero arance e non mele i pomi delle Esperidi di cui Ercole andò in cerca.

Esistono varie specie di arancio. Le due principali sono il dolce e l’amaro, arrivate da noi verso l’anno Mille. Le sue coltivazioni sono caratteristiche di tutta l’area mediterranea, in particolare della Sicilia. Il melangolo o cetrangolo (Citrus aurantium) è l’arancio amaro, detto anche “arancio selvatico”. Produce pochi frutti, con la scorza si fanno i canditi, ma non si usa per scopo alimentare bensì in profumeria perché dai suoi fiori viene estratta l’essenza di Neroli.

L’arancia è ricca di vitamina A, vitamine del gruppo B, vitamina C e folati, utili per la memoria e il tono muscolare. Se c’è carenza, l’organismo non è in grado di produrre la colina, fondamentale per il metabolismo dei grassi e per la produzione di acetilcolina, un neurotrasmettitore necessario per lo sviluppo della memoria e il controllo dei muscoli. È ricca di sali minerali (magnesio, sodio, calcio, potassio e fosforo) e oligoelementi (manganese, zinco, rame, ferro e bromo).

Il succo d’arancia depura e attiva il metabolismo. Utile contro le intossicazioni, le dermatiti e gli eczemi, è un tonico nervino per eccellenza. Diuretico, digestivo e remineralizzante, è ottimo contro l’astenia, l’anoressia e la fragilità capillare. Aiuta la concentrazione mentale e previene l’insonnia.

  • Consiglio di bellezza: il succo di arancia è ottimo come tonico naturale per mantenere compatta ed elastica la pelle del viso e ne migliora il colorito. Per ottenere risultati, applicarlo con un dischetto di cotone.

Il nome dello zenzero deriva dall’arabo “Zind-schabil” e significa radice. È una pianta erbacea appartenente alla famiglia delle Zingiberacee, originaria dell’Asia orientale, e ha l’aspetto di una canna con grossi rizomi orizzontali molto aromatici.

La parte utilizzata è il rizoma, che ha proprietà antinfiammatorie, digestive e anticellulite. Merito dello zingiberene, che facilita l’eliminazione del muco e di tutte le scorie che danneggiano naso e gola. Lo zenzero è depurativo del sangue, antispasmodico, contrasta la formazione di gas intestinali e viene anche utilizzato in oculistica per la preparazione di colliri che hanno un grande capacità decongestionante, rivelandosi utile in numerosi casi di infiammazione oculare come blefariti o allergie.

Altre sue proprietà benefiche sono quella anticolesterolo (è in grado di abbassare il colesterolo cattivo nel sangue e di ripulire i vasi da quello che tende ad accumularsi), quella di accelerare il metabolismo attraverso l’innalzamento della temperatura corporea e quella di stimolare la digestione. Una tisana a base di zenzero può alleviare immediatamente i sintomi di una congestione, oltre a essere un alleato per curare la sinusite. Infine, lo zenzero è anche un eccellente analgesico perché aiuta a prevenire ed eliminare i dolori seguenti all’attività fisica.

Pianta appartenente alla famiglia delle Ombrellifere e originaria del Mediterraneo, vede il suo nome derivare dal latino foeniculum (piccolo fieno). Mentre in greco era marathon. Tanto che Maratona, località storicamente famosa per la battaglia tra ateniesi e persiani, significa “campo di finocchi” perché questa pianta vi cresceva spontanea.

Nei testi antichi è citata come pianta della longevità, capace di neutralizzare i veleni. Allo stato spontaneo può raggiungere altezze sino a due metri, ha un intenso aroma e un sapore acuto, ma gradevole. Se invece è coltivata come ortaggio, è più bassa e il suo sapore e il suo odore sono più delicati.

Ricco di fibre, contiene vitamina A, essenziale per proteggere la retina e la pelle, le vitamine del gruppo B, sali minerali come potassio e fosforo, e flavonoidi che aiutano la depurazione del fegato. Grazie all’anetolo, una sostanza in grado di agire sulle contrazioni addominali e sul meteorismo, è amico di tutto l’apparato gastrointestinale, rivelandosi utile per i dolori gastrici, per gli spasmi intestinali, le mestruazioni dolorose e per regolarizzare il ciclo femminile. Ha inoltre proprietà sgonfianti che ne fanno un ottimo diuretico capace di sciogliere le tensioni addominali. Ricco di acqua e con poche calorie, aiuta anche l’eliminazione delle tossine e degli acidi urici.

La fragola è la parte edile della pianta Fragaria Vesca, appartenente alla famiglia delle Rosaceae e ha una particolarità che pochi conoscono. Il suo vero frutto non è quello rosso, dato dall’abbondanza di antocianine, bensì gli acheni, vale a dire i semini gialli che si vedono sulla sua superficie.

Esistono numerose varietà di fragole, suddivise in unifere, che danno frutti grossi una sola volta e soltanto in autunno, e rifiorenti, che producono frutti più piccoli dalla primavera fino all’autunno.

Contiene vitamina A, B, C (in quantità maggiore rispetto alle arance), E e K. Ha una funzione remineralizzante grazie alla presenza di magnesio, potassio, sodio, fosforo e zolfo. La presenza di xilitolo previene la formazione della placca e contribuisce alla salute dei denti, mantenendone splendente lo smalto e prevenendo lo sviluppo di infiammazioni gengivali.

Ha inoltre un’azione tonica, favorisce le difese immunitarie, ha importanti proprietà diuretiche e depurative (soprattutto se mangiata a stomaco vuoto), combatte la ritenzione idrica ed è utile nella perdita di peso perché ha poche calorie e molta acqua. Infine, riduce i rischi cardiovascolari e tumorali.

  • Consigli di bellezza: maschera per il viso ad azione depurante e detergente. Schiacciare in una ciotola tre fragole mature, lavate e private del picciolo. Aggiungere due cucchiai di miele biologico, due albumi d’uovo e un cucchiaino di succo di limone. Miscela il tutto in modo omogeneo e spalmare uno strato sottile sul viso. Lasciare agire per cinque minuti e risciacquare con acqua tiepida.

Il lampone è un arbusto di dimensioni tra i quaranta e i cento centimetri, che cresce nelle zone montane fresche.

Ricco di fosforo, rame, magnesio, potassio e vitamina C, contiene biflavonoidi che rafforzano le pareti dei capillari e migliorano la circolazione del sangue. I chetoni invece facilitano il dimagrimento e proteggono l’intestino da fermentazione e infiammazioni, neutralizzando i batteri che irritano il colon.

Indicato in caso di iperfollicolinismo, dismenorrea e sindrome premestruale, in particolare regola la secrezione ovarica, protegge l’apparato genito urinario ed è indicato per la prevenzione della cistite. Previene dai reumatismi ed è utile per dispepsie e stomachico. Con le sue foglie e i suoi fiori essiccati al sole si possono preparare dei decotti per i gargarismi e il mal di gola.

Il lime, o limetta, nome scientifico Citrus, è un agrume della famiglia delle Rutaceae, la stessa del limone. È un agrume dal tocco esotico, che ha origine in Asia e si ottiene dall’incrocio tra l’albero del limone e quello del cedro.

Tuttavia, limone e lime sono due frutti distinti e diversi che si differenziano per il gusto. Il limone è più acidulo, mentre il lime è più amaro e con una polpa molto succosa, priva di semi e molto profumata. Diversamente dagli altri agrumi (limone, arancia, pompelmo, ecc.) che sono piante subtropicali, il lime è un albero che cresce nei climi tropicali e per questo motivo è l’unica pianta non coltivata nella zona del Mediterraneo tranne che in Egitto.

Esistono diverse varietà di lime, ma l’unica varietà non ibridata è il Citrus x aurantifolia, che i Portoghesi portarono in America nel sedicesimo secolo e che da allora viene coltivata in Messico e in Florida.

Il lime, come gli altri agrumi, ha un elevato contenuto di vitamina C, ma inferiore a quello del limone. Però ha oltre il doppio di vitamina A e contiene anche vitamina E, K e vitamine del gruppo B: B1, B2, B3, B4, B5, B6.

È molto ricco di minerali come magnesio, fosforo, potassio e calcio. I suoi antiossidanti, polifenoli e terpeni, proteggono il cuore, mentre la sua esperidina pare sia in grado di abbassare il colesterolo e i trigliceridi. L’acido citrico è invece un inibitore dei calcoli renali, oltre a sciogliere i grassi e facilitare la digestione.

Ottimo alleato nelle diete ipocaloriche, con solo 38kcal/100g, ha un buon contenuto in fibra e in più è molto ricco di acqua tanto che, se consumato quotidianamente, è in grado di mantenere il nostro corpo sempre ben idratato con un effetto detossificante.

Assumere lime quotidianamente non è facilissimo, anche a causa del suo gusto amaro, ma una buona abitudine potrebbe essere quella di bere succhi a base di lime e altri ingredienti, ottimi per depurare l’organismo.

Il mandarino, nome scientifico Citrus reticulata, appartiene alla famiglia delle Rutaceae.

È uno dei tre agrumi, insieme al pomelo e al cedro, dal quale derivano tutti gli altri tipi di agrumi. Ed è l’unico agrume originale classificato fra gli agrumi dolci, perché gli altri due sono classificati come agrumi acidi.

Contiene grandi quantità di vitamina A, C, quelle del gruppo B e P, che stimola efficacemente la diuresi. I sali minerali in maggior quantità sono calcio, potassio, zinco, rame, ferro, bromo e magnesio. La sua polpa è una miniera di sostanze benefiche grazie alla presenza di amminoacidi quali triptofano, alanina, arginina, glicina, leucina, istidina e metionina.

Il mandarino rafforza le difese immunitarie ed è un sedativo naturale del sistema nervoso.

  • Consiglio di bellezza per le macchie sul viso: l’estratto di mandarino inibisce l’attività della tirosinasi, un enzima coinvolto nella sintesi della melanina. Diminuendo la produzione di melanina, le macchie si riducono e la pelle appare più chiara. Per ottenere questo risultato, unire due gocce di olio essenziale di mandarino a un cucchiaio di olio di pesca e applicare mattino e sera sul viso con un massaggio delicato.

Il mango, nome scientifico Magnifera indica, appartiene alla famiglia delle Anacardiacee, è originario dell’India ed è coltivato in tutte le zone tropicali.

Ricco di fibre e acqua, ha proprietà diuretiche e lassative, non è eccessivamente calorico e ha un elevato contenuto di antiossidanti (come il lupeolo, che apporta benefici al colon e al pancreas) che combattono i radicali liberi, disintossicano l’organismo e velocizzano il metabolismo. Contiene polifenoli e carotenoidi (il più presente è il betacarotene, responsabile della colorazione ), sali minerali come ferro, potassio, magnesio e fosforo e nella sua polpa si trovano le vitamine A, B, C, D, E, J e K. Infine, è anche un ottimo ricostituente naturale ed è indicato per combattere lo stress.

La mela è il falso frutto del melo (nome scientifico Malus domestica), il vero frutto è infatti il torsolo, e appartiene alla famiglia delle Rosaceae. Ha origine in Asia centrale, la sua specie è presente in Italia con circa duemila varietà e la sua conoscenza è tale fin dall’antichità, basti pensare al mito di Paride narrato nell’Iliade.

Contiene oligoelementi (bromo, manganese, zinco, cobalto, rame) e vitamine (A, B1, B2, C, PP). La Vitamina A ha un elevato potere antiossidante, contrasta l’azione dei radicali liberi, è indispensabile per mantenere in buono stato gli epiteli (pelle) e la sua carenza rallenta la crescita dello scheletro nei bambini e rende difficile la visione notturna e al crepuscolo. La Vitamina B1 è fondamentale per il metabolismo degli zuccheri. Una sua carenza determina infiammazione dei nervi periferici, stanchezza eccessiva, disturbi gastrointestinali e diminuzione dell’appetito. La Vitamina B2 svolge un ruolo fondamentale nel trasferimento di energia all’interno delle cellule e una sua ridotta presenza comporta dermatite seborroica, stomatite, fotofobia, lacrimazione, difficoltà nella coordinazione dei movimenti e debolezza muscolare. La Vitamina C, o acido ascorbico, è essenziale per la formazione del collagene, presente nello strato più profondo della pelle, e protegge la microcircolazione sanguigna, garantendo l’integrità delle mucose gastrointestinali e respiratorie, rafforzando il sistema immunitario e aumentando la resistenza alla fatica fisica. La Vitamina PP, infine, è indispensabile nei processi di trasferimento di energia all’interno della cellula e una sua carenza può provocare ipersensibilità alla luce e irritazione cutanea.

Tra le proprietà della mela anche numerosi acidi, che svolgono un’azione antiinfiammatoria protettiva e depurativa. L’acido malico ha una azione disinfettante sull’intestino. L’acido citrico, tannico e tartarico, presenti in porzione variabile, sono responsabili dei sapori diversificati che differenziano le varietà del frutto. Questi acidi hanno un’azione alcalinizzante che porta alla neutralizzazione di acidi di diversa origine che intossicano l’organismo. Siccome vengono neutralizzati dalla cottura, per beneficiarne è indispensabile mangiare il frutto a crudo. L’acido pantotenico aiuta il fegato a eliminare le tossine e il grasso, ed entra nella costituzione di uno dei più importanti enzimi, il coenzima A, che interviene nella sintesi di acidi grassi, aminoacidi, ormoni.

La mela contiene anche minerali (potassio, calcio, magnesio, zolfo, ferro), che sono importanti ai fini della depurazione. Il potassio, per esempio, facilita la contrazione muscolare e influisce sul rene, attivando l’eliminazione dell’urina. È ricca di flavonoidi, antiossidanti naturali che proteggono contro l’invecchiamento, di quercetina, che riduce il colesterolo e fluidifica il sangue, e di polifenoli, antiossidanti, antinfiammatori e protettivi per il sistema cardiocircolatorio.

Grazie alla pectina, fibra idrosolubile che favorisce la peristalsi intestinale e riduce il colesterolo, protegge lo stomaco fornendo una patina protettiva sulle pareti quando è irritato. Il succo di mela è indicato nei regimi alimentari controllati, perché depurativo e diuretico al punto da aiutare l’intestino con una azione protettiva rinfrescante sulle mucose.

Utile in caso di diete dimagranti, colite e ipercolesterolemia, la mela può essere consumata in caso di diabete. Infine, ringiovanisce la pelle ed è un’alleata per la bellezza, stimolando il rinnovo cellulare del tessuto epidermico grazie alle vitamine e ai sali minerali che hanno proprietà ristrutturanti e antiinvecchiamento.

  • Consiglio di bellezza: il succo di mela è efficace per tonificare il seno. Dopo aver imbevuto alcuni dischetti di cotone con il liquido, applicarli sulla zona, tralasciando il capezzolo, lasciare agire per mezz’ora e risciacquare con acqua fresca.

Il melograno (Punica granatum L.) appartiene alla famiglia delle Punicaceae, originaria della regione tra l’Asia Minore e l’Afghanistan, ed è presente sin dall’antichità nel Caucaso e nel bacino del Mediterraneo, dove oggi è coltivato.

Nell’antica Grecia la pianta era sacra a Giunone e a Venere, mentre in Egitto il succo veniva aggiunto alla birra per trasformarla in una bevanda salvifica. Il suo frutto invece in molte culture era considerato simbolo di fertilità e salute, tanto che veniva donato come augurio agli sposi prima delle nozze.

Ricco di polifenoli (acido ellagico e punicalagina) in misura superiore al vino rosso, il melograno mantiene pulite le arterie e le vene da grassi e scorie. In particolare, l’acido ellagico previene l’insorgenza delle malattie vascolari, abbassando il livello di colesterolo e dei trigliceridi.

Secondo una serie di studi il melograno ha effetti benefici nei disturbi del metabolismo come diabete e obesità. Mentre una ricerca condotta presso il “Jonsson Comprehensive Cancer Center” dell’Università della California di Los Angeles ha evidenziato che bere ogni giorno un bicchiere di succo di melograno rallenta la crescita e la diffusione del cancro alla prostata. Altri studi (Lansky e Newman 2007, Soka et al. 2008, Larrosa et al. 2010, Lee et al. 2010) dimostrano sue attività antiinfiammatorie.

Grazie alla presenza di numerose vitamine (A, B e C) e di enzimi protettivi che disintossicano l’intestino, agisce come tonico del fegato ed è un efficace diuretico. Le sue proprietà, di riflesso, stimolano le difese immunitarie, la rigenerazione dello strato cutaneo e dei vasi, consentendogli un’azione sgonfiante e antinfiammatoria sulla circolazione degli arti inferiori. Antiossidante, riduce lo stress ossidativo a carico delle cellule del corpo, contrasta l’invecchiamento, le malattie degenerative, i sintomi della menopausa e il suo consumo produce anche un’azione antitumorale.

Questo frutto in natura si trova da settembre a dicembre.

La menta è una pianta officinale ed erboristica, appartenente alla famiglia delle Labiate e originaria di Asia, Africa ed Europa.

Il suo nome, secondo la mitologia greca, deriva da quello di una ninfa, Menta (o Myntha), amata da Ade e che sua moglie, Proserpina, tramutò per gelosia in una pianta: la menta.

Ritenuta nell’antichità un potente afrodisiaco, non si consentiva che fosse coltivata e consumata dagli uomini in tempo di guerra. Ovidio narrava che i contadini, prima di ricevere ospiti, strofinassero il tavolo con le sue foglie. Plinio invece ne vantava l’azione analgesica.

La menta contiene flavonoidi, acidi fenolici e triterpeni. Ha un’azione antiossidante, antinfiammatoria, decongestionante e balsamica, che fluidifica la secrezione dell’apparato respiratorio e favorisce la digestione. È ricca di minerali, manganese, magnesio, calcio, potassio, sodio, fosforo e vitamine A, B, C e D. Possiede proprietà antibiotiche grazie alla presenza di isovalerianato e limonene.

Da non assumere in caso di ernia iatale, esofagite e ulcera gastroduodenale.

Il mirtillo nero, ottenuto dalla specie Vaccinium myrtillus, è un piccolo arbusto di altezza compresa tra i 15 e i 50 cm, con rami appuntiti e foglie caduche finemente seghettate.

Il suo nome botanico, vaccinium, deriva dal latino e indica la vacca, in quanto questi animali sono golosi delle bacche del mirtillo. Mentre nella tradizione nordica il suo cespuglio era considerato dotato di proprietà magiche e protettive, tanto che i suoi rami venivano usati nella cerimonia del piccolo Yule, un rito associato al solstizio di inverno.

Appartiene alla famiglia delle Ericacee, è una pianta ricca di flavonoidi (iperoside e quercetina), pectine, clorofille, carotenoidi, antocianine, fitosteroli, tannini, mirtillina, acido folico, acido citrico, acido malico, calcio, fosforo, manganese e quattro vitamine: A, C, E e K.

Il frutto è una bacca blu-nerastra e il suo colore è dovuto alla presenza degli antociani, dei pigmenti blu con una notevole azione antiossidante. Gli antiossidanti presenti nel mirtillo hanno un ruolo protettivo sul sistema cardiocircolatorio, riducendo i livelli di trigliceridi e di LDL (colesterolo cattivo) nel sangue. Secondo la scala ORAC, una scala elaborata dal Dipartimento dell’Agricoltura degli Stati Uniti per misurare il potere antiossidante degli alimenti, i mirtilli sono secondi solo all’uva nera quanto a proprietà antiossidanti.

Il succo di mirtillo viene utilizzato per prevenire disturbi oculari connessi alla visione crepuscolare e notturna, per proteggere la retina dai danni e contro la fragilità capillare oculare. Le sue bacche, in particolare, sono ricche proprio di quella sostanza che determina il loro colore blu-nero ovvero l’antocianoside, capace di influenzare il potere visivo e di allontanare il senso di stanchezza determinato da una prolungata lettura sotto la luce artificiale o da varie ore di guida notturna.

Gli antocianosidi migliorano la visione notturna perché hanno affinità con lo strato dei fotocettori (bastoncelli e coni) che si trovano in fondo alla retina e che sono responsabili dell’adattamento visivo luce-notte. In particolare, aumentano la sintesi del pigmento rodopsina. L’utilizzo del mirtillo per il miglioramento alla visione notturna è stato dedotto quando, durante la seconda guerra mondiale, i piloti d’aereo che utilizzavano marmellata di mirtillo o il frutto di mirtillo notarono un miglioramento della visione durante i voli notturni. Oggi viene utilizzato l’estratto di mirtillo anche contro le retinopatie e per chi utilizza molte ore il computer, con un conseguente affaticamento degli occhi. Inoltre gli antocianosidi inibiscono l’adesione dei colibacilli alla parete dell’intestino e della vescica. Si spiega così l’azione antidiarroica e di disinfezione urinaria di questo frutto, efficace anche per prevenire l’infiammazione della vescica urinaria e la cistite.

Secondo altri studi clinici gli antiossidanti presenti nel mirtillo tendono ad accumularsi in aree importanti per la funzione cognitiva, interagendo con i neuroni che invecchiano determinandone miglioramenti (James a., Barbara Shukitt-Hale). Le ricerche scientifiche a riguardo, pubblicate sul “Journal of Agricultural and Food Chemistry”, rappresentano un’importante indicazione per combattere il progressivo declino dell’attività cerebrale tipico dell’invecchiamento, nonché agire a livello preventivo contro l’insorgenza di malattie neurodegenerative legate all’età che interessano anche le funzioni motorie. Le antocianine hanno un’azione vasoprotettrice sul microcircolo, aiutano a combattere la fragilità capillare causa di varici e del peggioramento della cellulite.

Il mirtillo nero viene consigliato per il trattamento della diarrea, per le infiammazioni del cavo orale e il suo regolare consumo aiuta a mantenere il buon stato di funzionamento dell’apparato urogenitale. Svolge una funzione protettiva contro l’insorgenza di problemi alla prostata, all’uretra e ai reni, facilita l’eliminazione dei liquidi in eccesso combattendo la ritenzione idrica e riducendo gli edemi. Per chi ha problemi di calcolosi renale, meglio limitarne il consumo per via della loro alta concentrazione di acido ossalico.

L’azione più interessante che la ricerca scientifica sta approfondendo con sempre maggiore impegno è quella antitumorale per effetto di sostanze antiossidanti quali antocianine e polifenoli in generale.  I mirtilli ne rappresentano un campione eccezionale, perché intervengono efficacemente per eliminare i responsabili dell’ossidazione, i radicali liberi, che danneggiano le cellule e possono portare allo sviluppo di patologie cancerogene. Il frutto, inoltre, con le sue proprietà ti aiuta a proteggere e rafforzare il sistema immunitario, riducendo in tal modo le probabilità di contrarre un tumore, specialmente quelli dell’esofago, mammario. Da studi condotti con estratti di mirtillo, gli scienziati hanno anche capito la funzione bloccante svolta dagli antociani nei confronti della proliferazione di cellule tumorali in condizioni di stress ossidativo a livello di seno, bocca, colon, polmoni, prostata.

I mirtilli hanno inoltre la proprietà di contrastare il diabete grazie a un composto, la glucochinina, che ha rivelato un buon potere anti-glicemico.  In generale, il loro regolare consumo è in grado di tenere sotto controllo la glicemia. Grazie a queste proprietà possono essere inseriti nell’alimentazione di chi soffre di diabete, purché sotto il controllo medico per eventuali interazioni con medicinali assunti.

Particolarmente abbondante, la vitamina K. È una vitamina liposolubile molto disponibile in natura, soprattutto tra gli ortaggi a foglia verde. Viene assorbita nella digestione e trasportata al fegato e da lì ai vari tessuti. È coinvolta nella coagulazione del sangue e agisce come antiemorragica, intervenendo in una serie di reazioni chimiche incatenate di trasformare un gruppo di proteine come la protrombina e diverse proteine plasmatiche. Queste proteine permettono di trasformare il fibrinogeno in fibrina, consentendo la formazione del coagulo. Inoltre, la vitamina K interviene anche nella corretta funzionalità di alcune proteine che formano e mantengono forti le ossa, come l’osteocalcina (o proteina GLA dell’osso), necessaria per il normale metabolismo dell’osso.

La relazione tra vitamina K e il processo di rafforzamento del tessuto osseo sembra essere confermata da alcune recenti evidenze scientifiche, che hanno dimostrato l’esistenza di una relazione tra i bassi livelli di vitamina K nel sangue e artrosi, fratture ossee ed osteoporosi. L’abbondanza nei mirtilli della vitamina K, coinvolta nella coagulazione del sangue con effetto antiemorragico, può rappresentare un problema per chi segue una terapia con anticoagulanti e antiaggreganti. Infatti, questo frutto potrebbe ridurre l’efficacia dei farmaci. In questo caso è preferibile consultare il medico curante ed eventualmente consumare i mirtilli con prudenza.

  • Consigli di bellezza: puoi anche usare i mirtilli per la soluzione di alcuni problemi di natura cosmetica, come ad esempio pelle soggetta ad acne o a couperose. Con il loro succo, lo yogurt e l’argilla è possibile fare una maschera riposante per il viso. Un altro rimedio molto pratico ed efficace per la pelle del viso particolarmente secca è l’utilizzo di una maschera con miele, succo di mirtilli neri ed olio di mandorle (od olio d’oliva). Si tiene in posa 20 minuti e si sciacqua con latte di cocco.

La pera, nome scientifico Pyrus communis, appartiene alla famiglia delle Rosaceae.

Il suo albero è alto fino a diciotto metri ed è coltivato in molte varietà, anche se cresce pure selvatico (il Perastro). Le sue origini affondano nell’antichità. Era sacro a Venere, è ricordato nell’Odissea, è noto agli Egizi fin dalla XXVI dinastia ed è raffigurato in alcuni affreschi di Pompei.

È il frutto più ricco di fibre, ne contiene 3,8 per grammo, riduce il rischio di possibili gonfiori addominali e aiuta a dimagrire grazie all’assorbimento di grassi e zuccheri. È un toccasana per l’intestino, perché ne migliora la flora batterica contrastando la stipsi. Contiene vitamina A, B1, B2, C e PP ed è ricca di magnesio, fosforo, zolfo, calcio, sodio, potassio, ferro, iodio, manganese e cloro.

La presenza di fenoli e acido malico previene la formazione dei calcoli renali, aiuta a contrastare gli effetti degenerativi delle cellule causati dallo stress ossidativo e contribuisce a proteggere dalle malattie coronariche e da altri disturbi cardiovascolari.

La pera è indicata anche nella dieta per i diabetici, perché contiene per lo più sorbitolo e fruttosio, che hanno un impatto minore sulla glicemia rispetto al saccarosio e al glucosio, riducendo il rischio di diabete di tipo 2. Contiene anche un raro polifenolo, la isoramnetina sino a 2,6 mg, oggetto di studi scientifici per i benefici che apporta al sistema nervoso. Infine, la pera è depurativa anche del fegato, perché ha proprietà lenitive e astringenti sui tessuti.

Il pesco, nome scientifico Prunus Persica, è un albero che non supera i quattro-cinque metri di altezza e appartiene alla famiglia delle Rosaceae. Il suo nome lo vuole originario della Persia, anche se altre fonti lo ritengono provenire dalla Cina, dove era considerato simbolo d’immortalità.

Nell’antichità era consacrato ad Arpocrate, il Dio del silenzio, ed era raffigurato come un bambino con un dito davanti alla bocca, tanto che ancora oggi le guance dei bambini vengono paragonate a delle pesche per la loro morbidezza.

La pesca contiene vitamina C e, in minore quantità, vitamine A, B1, B2, B3, B5 e B6. Ha un basso IG (indice glicemico) e contrasta i picchi glicemici che fanno aumentare la sensazione di fame. Tiene sotto controllo l’assorbimento degli zuccheri, è ricca di acqua e fibre, poco calorica e priva di grassi. Grazie alla presenza di magnesio, calcio, ferro, fosforo, potassio e selenio, svolge un’azione protettiva delle cellule, riparandole dai danni del tempo. Le sue proprietà diuretiche invece sono molto utili per la salute della pelle, perché eliminano tossine e liquidi in eccesso.

Se per la presenza di pectina ha una funzione leggermente lassativa, i suoi benefici sono anche di natura circolatoria, digestiva, depurativa e vermifuga.

  • Consiglio di bellezza: l’olio ottenuto dai noccioli di pesca è ricco di vitamina A ed E, che svolgono un importante azione riepitelizzante e antiossidante, ed è ad alto contenuto di acidi grassi insaturi. Si assorbe velocemente e per provare i suoi benefici si può applicare sulla pelle prima di andare a dormire insieme a due-tre gocce di olio essenziale di mimosa e di mandarino.

Il pompelmo, nome scientifico Citrus Paradisiè, appartiene alla famiglia delle Rutaceae, ha origini antiche ed è un ibrido tra il pomelo e l’arancio dolce.

Contiene vitamina C; sali minerali come potassio, fosforo, calcio, magnesio e rame; acidi organici come il folico, il citrico e il malico. Numerose le sue proprietà e i suoi benefici. Grazie alla naringina, il glucoside responsabile del suo sapore amarognolo che demolisce i grassi e regolarizza trigliceridi e colesterolo, il pompelmo è un bruciagrassi naturale. Al suo interno si trova anche il licopene, un carotenoide antiossidante, e il limonene, che ha un’azione antitumorale. Inoltre depura il sangue, facilitando l’eliminazione delle sostanze di scarto senza indebolire l’organismo, favorisce la diuresi, è utile nell’insufficienza biliare, contro la cellulite, l’inappetenza, i disturbi digestivi e circolatori.

La sua pellicina bianca è ricca di pectina, una fibra che regolarizza l’intestino.

  • Consiglio di bellezza: il pompelmo è ideale per levigare i cuscinetti adiposi, la cellulite e la pelle a buccia di arancia. Per riuscirci, spremere un pompelmo e utilizzare il succo fresco per energiche frizioni sulle parti colpite dall’inestetismo, dopodiché risciacquare con acqua fresca.
  • Controindicazioni al succo di pompelmo: se si assumono dei farmaci, lasciare passare almeno quarantotto ore prima di assumerlo. È stato accertato che la naringina presente nel succo va a interferire con alcuni enzimi CYP3A, che sono presenti nel fegato e servono a metabolizzare tanti tipi di farmaci.

Il nome botanico del sedano è Apium graveolens. Appartiene alla famiglia delle Ombrellifere, originaria del Mediterraneo, e nell’antica Grecia, grazie al suo forte odore che deriva dalla sua composizione base di limonene e saliene, era ritenuto un concentrato di forza magica, collegato con le divinità degli inferi e le anime dei morti.

È ricco di acqua e di sali minerali come calcio, magnesio, potassio, fosforo, ferro e rame. Oltre ad antiossidanti, flavonoidi e alcaloidi, contiene vitamina A, C, E, K e alcune del gruppo B.

È uno degli alimenti più apprezzati nelle diete disintossicanti e dimagranti grazie alla sua leggerezza e alle poche calorie (20 per 100gr di prodotto). La sedanina, insieme a mannite, fenolo e inositolo, aiuta a combattere il meteorismo, favorendo l’assorbimento dei gas intestinali e la digestione. Ricco di fibre, è utile contro la stitichezza e ha un’azione diuretica grazie al suo olio essenziale, che ne fa uno dei più potenti disintossicanti. Ottimo antinfiammatorio, utile per i problemi urinari e vescicali, ma anche per le infezioni oculari e per l’acne. Ha una azione protettiva per il cervello e combatte il nervosismo.

Utilizzato come afrodisiaco, le proprietà del sedano in questo caso sembrano dovute alla presenza degli ormoni steroidi delta-16, i quali stimolano l’attività delle ghiandole sessuali.

Lo spinacio (nome scientifico Spinacio oleracea) è una pianta erbacea originaria dell’Asia sud-occidentale che i Persiani esportarono in altre aree, come la Cina, dove venne offerta simbolicamente in dono.

In Europa fece la sua comparsa solo intorno all’anno 1000, precisamente in Spagna, a opera degli Arabi e rapidamente si diffuse poi in tutto il continente fino all’Inghilterra, dove viene chiamato per lungo tempo “l’ortaggio spagnolo”. L’etimologia della parola non lascia dubbi: dall’arabo “aspanakh” sarebbe derivata successivamente la parola spagnola “espinaca”.

La coltivazione e il consumo di spinaci assumono un’importanza rilevante solamente nell’Ottocento, anche se risulta che venisse coltivato a Firenze, negli orti delle monache benedettine, già nel Cinquecento. Oggi gli spinaci vengono prodotti soprattutto nelle regioni del Nord Europa, in Cina e in Nord America, specialmente in California, Arizona e New Jersey.

Nel mondo dei fumetti gli spinaci sono indissolubilmente legati alla figura di “Braccio di Ferro” (Popeye the Sailor Man), il marinaio magro tranne che negli avambracci sproporzionati, segno di una forza sovrumana acquisita proprio mangiando il ferro contenuto negli spinaci per compiere le sue imprese: un’idea senz’altro originale, sostenuta anche per invogliare i bambini al consumo di questo ortaggio.

Scientificamente parlando, però, questo non è esatto in quanto deriva da uno sbaglio commesso nel 1870 quando un medico tedesco, Erik von Wolff, attribuì agli spinaci un contenuto di ferro dieci volte superiore rispetto al valore normale: invece di scrivere 3,4 mg ogni 100 g (anche se secondo altre rilevazioni la quantità sarebbe di 2,9 mg ogni 100 g) egli scrisse 34! L’errore venne scoperto solo negli Anni Trenta del secolo scorso, quando il fumetto era già molto diffuso e si preferì così continuare a celebrare questa errata virtù degli spinaci. Anche perché il ferro, contenuto in tutti gli alimenti vegetali, è scarsamente assimilabile, in quanto sottoforma di un sale (fosfato di ferro) che risulta molto poco assorbibile dall’organismo. Per cui è trattenuto e utilizzato solo in parte ed è molto difficile, quindi, raggiungere le dosi giornaliere consigliate soltanto con questa verdura.

Gli spinaci contengono: zeaxantina e luteina, ottimi alleati per la salute degli occhi, nella prevenzione delle infezioni oculari; acido folico, utile per il sistema immunitario e per la formazione dei globuli rossi; vitamina A, B9, C, E e K. Grazie a sali minerali come calcio, potassio, manganese, fosforo, ferro, rame e zinco, hanno un’azione remineralizzante, tonificante e cardiotonica.

Sono una delle più ricche fonti di quercetina, ottima per contrastare infiammazioni e infezioni, e hanno un elevato valore antiossidante.

L’ananas, o ananasso, appartiene alla famiglia delle Bromeliaceae ed è il frutto di una pianta tropicale originaria dal Sud America.

Ha un elevato contenuto di minerali (calcio, potassio e fosforo) e di acqua. Ricco di fibre che ripuliscono l’intestino e sgonfiano la pancia, contiene numerose proprietà nutritive: le vitamine A, B1, e C; gli acidi glutamminico, aspartico, ossalico e malico; amminoacidi essenziali come lisina, leucina, fenilanina, isoleucina e triptofano. Una sua fetta fornisce da sola il 25% del fabbisogno energetico quotidiano.

Prezioso per la salute delle nostre vene e arterie per la sua azione anticoagulante (evita la formazione di trombi), è un vero e proprio succo ringiovanente e la dolcezza del succo ha delle proprietà digestive, drenanti e disintossicanti. Svolge anche una funzione antiinfiammatoria grazie alla bromelina, un enzima che elimina le tossine in eccesso nei tessuti, e decongestionante delle mucose, soprattutto in caso di riniti.

Aiuta a regolare la risposta immunitaria del nostro organismo, accelera il metabolismo, favorendo il dimagrimento, e rende digeribili le proteine complesse, aiutando così la digestione. È indicato in caso di artrite, reumatismi, cellulite e sovrappeso, e ha un effetto diuretico.

L’arancio (Citrus sinensis) è un albero appartenente alla famiglia delle Rutaceae, di provenienza asiatica, il cui frutto è l’arancia. Si tratta di un antico ibrido, figlio di un incrocio di oltre 4.000 anni fa tra il pomelo e il mandarino.

La leggenda narra che i suoi fiori, le zagare, bianchi e profumatissimi, furono regalati da Giove a Giunone per le loro nozze. La pianta era custodita da un drago nell’orto delle Esperidi, tanto che il frutto si chiamava “esperidio” e si dice che fossero arance e non mele i pomi delle Esperidi di cui Ercole andò in cerca.

Esistono varie specie di arancio. Le due principali sono il dolce e l’amaro, arrivate da noi verso l’anno Mille. Le sue coltivazioni sono caratteristiche di tutta l’area mediterranea, in particolare della Sicilia. Il melangolo o cetrangolo (Citrus aurantium) è l’arancio amaro, detto anche “arancio selvatico”. Produce pochi frutti, con la scorza si fanno i canditi, ma non si usa per scopo alimentare bensì in profumeria perché dai suoi fiori viene estratta l’essenza di Neroli.

L’arancia è ricca di vitamina A, vitamine del gruppo B, vitamina C e folati, utili per la memoria e il tono muscolare. Se c’è carenza, l’organismo non è in grado di produrre la colina, fondamentale per il metabolismo dei grassi e per la produzione di acetilcolina, un neurotrasmettitore necessario per lo sviluppo della memoria e il controllo dei muscoli. È ricca di sali minerali (magnesio, sodio, calcio, potassio e fosforo) e oligoelementi (manganese, zinco, rame, ferro e bromo).

Il succo d’arancia depura e attiva il metabolismo. Utile contro le intossicazioni, le dermatiti e gli eczemi, è un tonico nervino per eccellenza. Diuretico, digestivo e remineralizzante, è ottimo contro l’astenia, l’anoressia e la fragilità capillare. Aiuta la concentrazione mentale e previene l’insonnia.

  • Consiglio di bellezza: il succo di arancia è ottimo come tonico naturale per mantenere compatta ed elastica la pelle del viso e ne migliora il colorito. Per ottenere risultati, applicarlo con un dischetto di cotone.

Pianta appartenente alla famiglia delle Ombrellifere e originaria del Mediterraneo, vede il suo nome derivare dal latino foeniculum (piccolo fieno). Mentre in greco era marathon. Tanto che Maratona, località storicamente famosa per la battaglia tra ateniesi e persiani, significa “campo di finocchi” perché questa pianta vi cresceva spontanea.

Nei testi antichi è citata come pianta della longevità, capace di neutralizzare i veleni. Allo stato spontaneo può raggiungere altezze sino a due metri, ha un intenso aroma e un sapore acuto, ma gradevole. Se invece è coltivata come ortaggio, è più bassa e il suo sapore e il suo odore sono più delicati.

Ricco di fibre, contiene vitamina A, essenziale per proteggere la retina e la pelle, le vitamine del gruppo B, sali minerali come potassio e fosforo, e flavonoidi che aiutano la depurazione del fegato. Grazie all’anetolo, una sostanza in grado di agire sulle contrazioni addominali e sul meteorismo, è amico di tutto l’apparato gastrointestinale, rivelandosi utile per i dolori gastrici, per gli spasmi intestinali, le mestruazioni dolorose e per regolarizzare il ciclo femminile. Ha inoltre proprietà sgonfianti che ne fanno un ottimo diuretico capace di sciogliere le tensioni addominali. Ricco di acqua e con poche calorie, aiuta anche l’eliminazione delle tossine e degli acidi urici.

La fragola è la parte edile della pianta Fragaria Vesca, appartenente alla famiglia delle Rosaceae e ha una particolarità che pochi conoscono. Il suo vero frutto non è quello rosso, dato dall’abbondanza di antocianine, bensì gli acheni, vale a dire i semini gialli che si vedono sulla sua superficie.

Esistono numerose varietà di fragole, suddivise in unifere, che danno frutti grossi una sola volta e soltanto in autunno, e rifiorenti, che producono frutti più piccoli dalla primavera fino all’autunno.

Contiene vitamina A, B, C (in quantità maggiore rispetto alle arance), E e K. Ha una funzione remineralizzante grazie alla presenza di magnesio, potassio, sodio, fosforo e zolfo. La presenza di xilitolo previene la formazione della placca e contribuisce alla salute dei denti, mantenendone splendente lo smalto e prevenendo lo sviluppo di infiammazioni gengivali.

Ha inoltre un’azione tonica, favorisce le difese immunitarie, ha importanti proprietà diuretiche e depurative (soprattutto se mangiata a stomaco vuoto), combatte la ritenzione idrica ed è utile nella perdita di peso perché ha poche calorie e molta acqua. Infine, riduce i rischi cardiovascolari e tumorali.

  • Consigli di bellezza: maschera per il viso ad azione depurante e detergente. Schiacciare in una ciotola tre fragole mature, lavate e private del picciolo. Aggiungere due cucchiai di miele biologico, due albumi d’uovo e un cucchiaino di succo di limone. Miscela il tutto in modo omogeneo e spalmare uno strato sottile sul viso. Lasciare agire per cinque minuti e risciacquare con acqua tiepida.

Il lampone è un arbusto di dimensioni tra i quaranta e i cento centimetri, che cresce nelle zone montane fresche.

Ricco di fosforo, rame, magnesio, potassio e vitamina C, contiene biflavonoidi che rafforzano le pareti dei capillari e migliorano la circolazione del sangue. I chetoni invece facilitano il dimagrimento e proteggono l’intestino da fermentazione e infiammazioni, neutralizzando i batteri che irritano il colon.

Indicato in caso di iperfollicolinismo, dismenorrea e sindrome premestruale, in particolare regola la secrezione ovarica, protegge l’apparato genito urinario ed è indicato per la prevenzione della cistite. Previene dai reumatismi ed è utile per dispepsie e stomachico. Con le sue foglie e i suoi fiori essiccati al sole si possono preparare dei decotti per i gargarismi e il mal di gola.

Il lime, o limetta, nome scientifico Citrus, è un agrume della famiglia delle Rutaceae, la stessa del limone. È un agrume dal tocco esotico, che ha origine in Asia e si ottiene dall’incrocio tra l’albero del limone e quello del cedro.

Tuttavia, limone e lime sono due frutti distinti e diversi che si differenziano per il gusto. Il limone è più acidulo, mentre il lime è più amaro e con una polpa molto succosa, priva di semi e molto profumata. Diversamente dagli altri agrumi (limone, arancia, pompelmo, ecc.) che sono piante subtropicali, il lime è un albero che cresce nei climi tropicali e per questo motivo è l’unica pianta non coltivata nella zona del Mediterraneo tranne che in Egitto.

Esistono diverse varietà di lime, ma l’unica varietà non ibridata è il Citrus x aurantifolia, che i Portoghesi portarono in America nel sedicesimo secolo e che da allora viene coltivata in Messico e in Florida.

Il lime, come gli altri agrumi, ha un elevato contenuto di vitamina C, ma inferiore a quello del limone. Però ha oltre il doppio di vitamina A e contiene anche vitamina E, K e vitamine del gruppo B: B1, B2, B3, B4, B5, B6.

È molto ricco di minerali come magnesio, fosforo, potassio e calcio. I suoi antiossidanti, polifenoli e terpeni, proteggono il cuore, mentre la sua esperidina pare sia in grado di abbassare il colesterolo e i trigliceridi. L’acido citrico è invece un inibitore dei calcoli renali, oltre a sciogliere i grassi e facilitare la digestione.

Ottimo alleato nelle diete ipocaloriche, con solo 38kcal/100g, ha un buon contenuto in fibra e in più è molto ricco di acqua tanto che, se consumato quotidianamente, è in grado di mantenere il nostro corpo sempre ben idratato con un effetto detossificante.

Assumere lime quotidianamente non è facilissimo, anche a causa del suo gusto amaro, ma una buona abitudine potrebbe essere quella di bere succhi a base di lime e altri ingredienti, ottimi per depurare l’organismo.

Il mandarino, nome scientifico Citrus reticulata, appartiene alla famiglia delle Rutaceae.

È uno dei tre agrumi, insieme al pomelo e al cedro, dal quale derivano tutti gli altri tipi di agrumi. Ed è l’unico agrume originale classificato fra gli agrumi dolci, perché gli altri due sono classificati come agrumi acidi.

Contiene grandi quantità di vitamina A, C, quelle del gruppo B e P, che stimola efficacemente la diuresi. I sali minerali in maggior quantità sono calcio, potassio, zinco, rame, ferro, bromo e magnesio. La sua polpa è una miniera di sostanze benefiche grazie alla presenza di amminoacidi quali triptofano, alanina, arginina, glicina, leucina, istidina e metionina.

Il mandarino rafforza le difese immunitarie ed è un sedativo naturale del sistema nervoso.

  • Consiglio di bellezza per le macchie sul viso: l’estratto di mandarino inibisce l’attività della tirosinasi, un enzima coinvolto nella sintesi della melanina. Diminuendo la produzione di melanina, le macchie si riducono e la pelle appare più chiara. Per ottenere questo risultato, unire due gocce di olio essenziale di mandarino a un cucchiaio di olio di pesca e applicare mattino e sera sul viso con un massaggio delicato.

Il mango, nome scientifico Magnifera indica, appartiene alla famiglia delle Anacardiacee, è originario dell’India ed è coltivato in tutte le zone tropicali.

Ricco di fibre e acqua, ha proprietà diuretiche e lassative, non è eccessivamente calorico e ha un elevato contenuto di antiossidanti (come il lupeolo, che apporta benefici al colon e al pancreas) che combattono i radicali liberi, disintossicano l’organismo e velocizzano il metabolismo. Contiene polifenoli e carotenoidi (il più presente è il betacarotene, responsabile della colorazione ), sali minerali come ferro, potassio, magnesio e fosforo e nella sua polpa si trovano le vitamine A, B, C, D, E, J e K. Infine, è anche un ottimo ricostituente naturale ed è indicato per combattere lo stress.

La mela è il falso frutto del melo (nome scientifico Malus domestica), il vero frutto è infatti il torsolo, e appartiene alla famiglia delle Rosaceae. Ha origine in Asia centrale, la sua specie è presente in Italia con circa duemila varietà e la sua conoscenza è tale fin dall’antichità, basti pensare al mito di Paride narrato nell’Iliade.

Contiene oligoelementi (bromo, manganese, zinco, cobalto, rame) e vitamine (A, B1, B2, C, PP). La Vitamina A ha un elevato potere antiossidante, contrasta l’azione dei radicali liberi, è indispensabile per mantenere in buono stato gli epiteli (pelle) e la sua carenza rallenta la crescita dello scheletro nei bambini e rende difficile la visione notturna e al crepuscolo. La Vitamina B1 è fondamentale per il metabolismo degli zuccheri. Una sua carenza determina infiammazione dei nervi periferici, stanchezza eccessiva, disturbi gastrointestinali e diminuzione dell’appetito. La Vitamina B2 svolge un ruolo fondamentale nel trasferimento di energia all’interno delle cellule e una sua ridotta presenza comporta dermatite seborroica, stomatite, fotofobia, lacrimazione, difficoltà nella coordinazione dei movimenti e debolezza muscolare. La Vitamina C, o acido ascorbico, è essenziale per la formazione del collagene, presente nello strato più profondo della pelle, e protegge la microcircolazione sanguigna, garantendo l’integrità delle mucose gastrointestinali e respiratorie, rafforzando il sistema immunitario e aumentando la resistenza alla fatica fisica. La Vitamina PP, infine, è indispensabile nei processi di trasferimento di energia all’interno della cellula e una sua carenza può provocare ipersensibilità alla luce e irritazione cutanea.

Tra le proprietà della mela anche numerosi acidi, che svolgono un’azione antiinfiammatoria protettiva e depurativa. L’acido malico ha una azione disinfettante sull’intestino. L’acido citrico, tannico e tartarico, presenti in porzione variabile, sono responsabili dei sapori diversificati che differenziano le varietà del frutto. Questi acidi hanno un’azione alcalinizzante che porta alla neutralizzazione di acidi di diversa origine che intossicano l’organismo. Siccome vengono neutralizzati dalla cottura, per beneficiarne è indispensabile mangiare il frutto a crudo. L’acido pantotenico aiuta il fegato a eliminare le tossine e il grasso, ed entra nella costituzione di uno dei più importanti enzimi, il coenzima A, che interviene nella sintesi di acidi grassi, aminoacidi, ormoni.

La mela contiene anche minerali (potassio, calcio, magnesio, zolfo, ferro), che sono importanti ai fini della depurazione. Il potassio, per esempio, facilita la contrazione muscolare e influisce sul rene, attivando l’eliminazione dell’urina. È ricca di flavonoidi, antiossidanti naturali che proteggono contro l’invecchiamento, di quercetina, che riduce il colesterolo e fluidifica il sangue, e di polifenoli, antiossidanti, antinfiammatori e protettivi per il sistema cardiocircolatorio.

Grazie alla pectina, fibra idrosolubile che favorisce la peristalsi intestinale e riduce il colesterolo, protegge lo stomaco fornendo una patina protettiva sulle pareti quando è irritato. Il succo di mela è indicato nei regimi alimentari controllati, perché depurativo e diuretico al punto da aiutare l’intestino con una azione protettiva rinfrescante sulle mucose.

Utile in caso di diete dimagranti, colite e ipercolesterolemia, la mela può essere consumata in caso di diabete. Infine, ringiovanisce la pelle ed è un’alleata per la bellezza, stimolando il rinnovo cellulare del tessuto epidermico grazie alle vitamine e ai sali minerali che hanno proprietà ristrutturanti e antiinvecchiamento.

  • Consiglio di bellezza: il succo di mela è efficace per tonificare il seno. Dopo aver imbevuto alcuni dischetti di cotone con il liquido, applicarli sulla zona, tralasciando il capezzolo, lasciare agire per mezz’ora e risciacquare con acqua fresca.

Il melograno (Punica granatum L.) appartiene alla famiglia delle Punicaceae, originaria della regione tra l’Asia Minore e l’Afghanistan, ed è presente sin dall’antichità nel Caucaso e nel bacino del Mediterraneo, dove oggi è coltivato.

Nell’antica Grecia la pianta era sacra a Giunone e a Venere, mentre in Egitto il succo veniva aggiunto alla birra per trasformarla in una bevanda salvifica. Il suo frutto invece in molte culture era considerato simbolo di fertilità e salute, tanto che veniva donato come augurio agli sposi prima delle nozze.

Ricco di polifenoli (acido ellagico e punicalagina) in misura superiore al vino rosso, il melograno mantiene pulite le arterie e le vene da grassi e scorie. In particolare, l’acido ellagico previene l’insorgenza delle malattie vascolari, abbassando il livello di colesterolo e dei trigliceridi.

Secondo una serie di studi il melograno ha effetti benefici nei disturbi del metabolismo come diabete e obesità. Mentre una ricerca condotta presso il “Jonsson Comprehensive Cancer Center” dell’Università della California di Los Angeles ha evidenziato che bere ogni giorno un bicchiere di succo di melograno rallenta la crescita e la diffusione del cancro alla prostata. Altri studi (Lansky e Newman 2007, Soka et al. 2008, Larrosa et al. 2010, Lee et al. 2010) dimostrano sue attività antiinfiammatorie.

Grazie alla presenza di numerose vitamine (A, B e C) e di enzimi protettivi che disintossicano l’intestino, agisce come tonico del fegato ed è un efficace diuretico. Le sue proprietà, di riflesso, stimolano le difese immunitarie, la rigenerazione dello strato cutaneo e dei vasi, consentendogli un’azione sgonfiante e antinfiammatoria sulla circolazione degli arti inferiori. Antiossidante, riduce lo stress ossidativo a carico delle cellule del corpo, contrasta l’invecchiamento, le malattie degenerative, i sintomi della menopausa e il suo consumo produce anche un’azione antitumorale.

Questo frutto in natura si trova da settembre a dicembre.

La menta è una pianta officinale ed erboristica, appartenente alla famiglia delle Labiate e originaria di Asia, Africa ed Europa.

Il suo nome, secondo la mitologia greca, deriva da quello di una ninfa, Menta (o Myntha), amata da Ade e che sua moglie, Proserpina, tramutò per gelosia in una pianta: la menta.

Ritenuta nell’antichità un potente afrodisiaco, non si consentiva che fosse coltivata e consumata dagli uomini in tempo di guerra. Ovidio narrava che i contadini, prima di ricevere ospiti, strofinassero il tavolo con le sue foglie. Plinio invece ne vantava l’azione analgesica.

La menta contiene flavonoidi, acidi fenolici e triterpeni. Ha un’azione antiossidante, antinfiammatoria, decongestionante e balsamica, che fluidifica la secrezione dell’apparato respiratorio e favorisce la digestione. È ricca di minerali, manganese, magnesio, calcio, potassio, sodio, fosforo e vitamine A, B, C e D. Possiede proprietà antibiotiche grazie alla presenza di isovalerianato e limonene.

Da non assumere in caso di ernia iatale, esofagite e ulcera gastroduodenale.

Il mirtillo nero, ottenuto dalla specie Vaccinium myrtillus, è un piccolo arbusto di altezza compresa tra i 15 e i 50 cm, con rami appuntiti e foglie caduche finemente seghettate.

Il suo nome botanico, vaccinium, deriva dal latino e indica la vacca, in quanto questi animali sono golosi delle bacche del mirtillo. Mentre nella tradizione nordica il suo cespuglio era considerato dotato di proprietà magiche e protettive, tanto che i suoi rami venivano usati nella cerimonia del piccolo Yule, un rito associato al solstizio di inverno.

Appartiene alla famiglia delle Ericacee, è una pianta ricca di flavonoidi (iperoside e quercetina), pectine, clorofille, carotenoidi, antocianine, fitosteroli, tannini, mirtillina, acido folico, acido citrico, acido malico, calcio, fosforo, manganese e quattro vitamine: A, C, E e K.

Il frutto è una bacca blu-nerastra e il suo colore è dovuto alla presenza degli antociani, dei pigmenti blu con una notevole azione antiossidante. Gli antiossidanti presenti nel mirtillo hanno un ruolo protettivo sul sistema cardiocircolatorio, riducendo i livelli di trigliceridi e di LDL (colesterolo cattivo) nel sangue. Secondo la scala ORAC, una scala elaborata dal Dipartimento dell’Agricoltura degli Stati Uniti per misurare il potere antiossidante degli alimenti, i mirtilli sono secondi solo all’uva nera quanto a proprietà antiossidanti.

Il succo di mirtillo viene utilizzato per prevenire disturbi oculari connessi alla visione crepuscolare e notturna, per proteggere la retina dai danni e contro la fragilità capillare oculare. Le sue bacche, in particolare, sono ricche proprio di quella sostanza che determina il loro colore blu-nero ovvero l’antocianoside, capace di influenzare il potere visivo e di allontanare il senso di stanchezza determinato da una prolungata lettura sotto la luce artificiale o da varie ore di guida notturna.

Gli antocianosidi migliorano la visione notturna perché hanno affinità con lo strato dei fotocettori (bastoncelli e coni) che si trovano in fondo alla retina e che sono responsabili dell’adattamento visivo luce-notte. In particolare, aumentano la sintesi del pigmento rodopsina. L’utilizzo del mirtillo per il miglioramento alla visione notturna è stato dedotto quando, durante la seconda guerra mondiale, i piloti d’aereo che utilizzavano marmellata di mirtillo o il frutto di mirtillo notarono un miglioramento della visione durante i voli notturni. Oggi viene utilizzato l’estratto di mirtillo anche contro le retinopatie e per chi utilizza molte ore il computer, con un conseguente affaticamento degli occhi. Inoltre gli antocianosidi inibiscono l’adesione dei colibacilli alla parete dell’intestino e della vescica. Si spiega così l’azione antidiarroica e di disinfezione urinaria di questo frutto, efficace anche per prevenire l’infiammazione della vescica urinaria e la cistite.

Secondo altri studi clinici gli antiossidanti presenti nel mirtillo tendono ad accumularsi in aree importanti per la funzione cognitiva, interagendo con i neuroni che invecchiano determinandone miglioramenti (James a., Barbara Shukitt-Hale). Le ricerche scientifiche a riguardo, pubblicate sul “Journal of Agricultural and Food Chemistry”, rappresentano un’importante indicazione per combattere il progressivo declino dell’attività cerebrale tipico dell’invecchiamento, nonché agire a livello preventivo contro l’insorgenza di malattie neurodegenerative legate all’età che interessano anche le funzioni motorie. Le antocianine hanno un’azione vasoprotettrice sul microcircolo, aiutano a combattere la fragilità capillare causa di varici e del peggioramento della cellulite.

Il mirtillo nero viene consigliato per il trattamento della diarrea, per le infiammazioni del cavo orale e il suo regolare consumo aiuta a mantenere il buon stato di funzionamento dell’apparato urogenitale. Svolge una funzione protettiva contro l’insorgenza di problemi alla prostata, all’uretra e ai reni, facilita l’eliminazione dei liquidi in eccesso combattendo la ritenzione idrica e riducendo gli edemi. Per chi ha problemi di calcolosi renale, meglio limitarne il consumo per via della loro alta concentrazione di acido ossalico.

L’azione più interessante che la ricerca scientifica sta approfondendo con sempre maggiore impegno è quella antitumorale per effetto di sostanze antiossidanti quali antocianine e polifenoli in generale.  I mirtilli ne rappresentano un campione eccezionale, perché intervengono efficacemente per eliminare i responsabili dell’ossidazione, i radicali liberi, che danneggiano le cellule e possono portare allo sviluppo di patologie cancerogene. Il frutto, inoltre, con le sue proprietà ti aiuta a proteggere e rafforzare il sistema immunitario, riducendo in tal modo le probabilità di contrarre un tumore, specialmente quelli dell’esofago, mammario. Da studi condotti con estratti di mirtillo, gli scienziati hanno anche capito la funzione bloccante svolta dagli antociani nei confronti della proliferazione di cellule tumorali in condizioni di stress ossidativo a livello di seno, bocca, colon, polmoni, prostata.

I mirtilli hanno inoltre la proprietà di contrastare il diabete grazie a un composto, la glucochinina, che ha rivelato un buon potere anti-glicemico.  In generale, il loro regolare consumo è in grado di tenere sotto controllo la glicemia. Grazie a queste proprietà possono essere inseriti nell’alimentazione di chi soffre di diabete, purché sotto il controllo medico per eventuali interazioni con medicinali assunti.

Particolarmente abbondante, la vitamina K. È una vitamina liposolubile molto disponibile in natura, soprattutto tra gli ortaggi a foglia verde. Viene assorbita nella digestione e trasportata al fegato e da lì ai vari tessuti. È coinvolta nella coagulazione del sangue e agisce come antiemorragica, intervenendo in una serie di reazioni chimiche incatenate di trasformare un gruppo di proteine come la protrombina e diverse proteine plasmatiche. Queste proteine permettono di trasformare il fibrinogeno in fibrina, consentendo la formazione del coagulo. Inoltre, la vitamina K interviene anche nella corretta funzionalità di alcune proteine che formano e mantengono forti le ossa, come l’osteocalcina (o proteina GLA dell’osso), necessaria per il normale metabolismo dell’osso.

La relazione tra vitamina K e il processo di rafforzamento del tessuto osseo sembra essere confermata da alcune recenti evidenze scientifiche, che hanno dimostrato l’esistenza di una relazione tra i bassi livelli di vitamina K nel sangue e artrosi, fratture ossee ed osteoporosi. L’abbondanza nei mirtilli della vitamina K, coinvolta nella coagulazione del sangue con effetto antiemorragico, può rappresentare un problema per chi segue una terapia con anticoagulanti e antiaggreganti. Infatti, questo frutto potrebbe ridurre l’efficacia dei farmaci. In questo caso è preferibile consultare il medico curante ed eventualmente consumare i mirtilli con prudenza.

  • Consigli di bellezza: puoi anche usare i mirtilli per la soluzione di alcuni problemi di natura cosmetica, come ad esempio pelle soggetta ad acne o a couperose. Con il loro succo, lo yogurt e l’argilla è possibile fare una maschera riposante per il viso. Un altro rimedio molto pratico ed efficace per la pelle del viso particolarmente secca è l’utilizzo di una maschera con miele, succo di mirtilli neri ed olio di mandorle (od olio d’oliva). Si tiene in posa 20 minuti e si sciacqua con latte di cocco.

La pera, nome scientifico Pyrus communis, appartiene alla famiglia delle Rosaceae.

Il suo albero è alto fino a diciotto metri ed è coltivato in molte varietà, anche se cresce pure selvatico (il Perastro). Le sue origini affondano nell’antichità. Era sacro a Venere, è ricordato nell’Odissea, è noto agli Egizi fin dalla XXVI dinastia ed è raffigurato in alcuni affreschi di Pompei.

È il frutto più ricco di fibre, ne contiene 3,8 per grammo, riduce il rischio di possibili gonfiori addominali e aiuta a dimagrire grazie all’assorbimento di grassi e zuccheri. È un toccasana per l’intestino, perché ne migliora la flora batterica contrastando la stipsi. Contiene vitamina A, B1, B2, C e PP ed è ricca di magnesio, fosforo, zolfo, calcio, sodio, potassio, ferro, iodio, manganese e cloro.

La presenza di fenoli e acido malico previene la formazione dei calcoli renali, aiuta a contrastare gli effetti degenerativi delle cellule causati dallo stress ossidativo e contribuisce a proteggere dalle malattie coronariche e da altri disturbi cardiovascolari.

La pera è indicata anche nella dieta per i diabetici, perché contiene per lo più sorbitolo e fruttosio, che hanno un impatto minore sulla glicemia rispetto al saccarosio e al glucosio, riducendo il rischio di diabete di tipo 2. Contiene anche un raro polifenolo, la isoramnetina sino a 2,6 mg, oggetto di studi scientifici per i benefici che apporta al sistema nervoso. Infine, la pera è depurativa anche del fegato, perché ha proprietà lenitive e astringenti sui tessuti.

Il pesco, nome scientifico Prunus Persica, è un albero che non supera i quattro-cinque metri di altezza e appartiene alla famiglia delle Rosaceae. Il suo nome lo vuole originario della Persia, anche se altre fonti lo ritengono provenire dalla Cina, dove era considerato simbolo d’immortalità.

Nell’antichità era consacrato ad Arpocrate, il Dio del silenzio, ed era raffigurato come un bambino con un dito davanti alla bocca, tanto che ancora oggi le guance dei bambini vengono paragonate a delle pesche per la loro morbidezza.

La pesca contiene vitamina C e, in minore quantità, vitamine A, B1, B2, B3, B5 e B6. Ha un basso IG (indice glicemico) e contrasta i picchi glicemici che fanno aumentare la sensazione di fame. Tiene sotto controllo l’assorbimento degli zuccheri, è ricca di acqua e fibre, poco calorica e priva di grassi. Grazie alla presenza di magnesio, calcio, ferro, fosforo, potassio e selenio, svolge un’azione protettiva delle cellule, riparandole dai danni del tempo. Le sue proprietà diuretiche invece sono molto utili per la salute della pelle, perché eliminano tossine e liquidi in eccesso.

Se per la presenza di pectina ha una funzione leggermente lassativa, i suoi benefici sono anche di natura circolatoria, digestiva, depurativa e vermifuga.

  • Consiglio di bellezza: l’olio ottenuto dai noccioli di pesca è ricco di vitamina A ed E, che svolgono un importante azione riepitelizzante e antiossidante, ed è ad alto contenuto di acidi grassi insaturi. Si assorbe velocemente e per provare i suoi benefici si può applicare sulla pelle prima di andare a dormire insieme a due-tre gocce di olio essenziale di mimosa e di mandarino.

Il pompelmo, nome scientifico Citrus Paradisiè, appartiene alla famiglia delle Rutaceae, ha origini antiche ed è un ibrido tra il pomelo e l’arancio dolce.

Contiene vitamina C; sali minerali come potassio, fosforo, calcio, magnesio e rame; acidi organici come il folico, il citrico e il malico. Numerose le sue proprietà e i suoi benefici. Grazie alla naringina, il glucoside responsabile del suo sapore amarognolo che demolisce i grassi e regolarizza trigliceridi e colesterolo, il pompelmo è un bruciagrassi naturale. Al suo interno si trova anche il licopene, un carotenoide antiossidante, e il limonene, che ha un’azione antitumorale. Inoltre depura il sangue, facilitando l’eliminazione delle sostanze di scarto senza indebolire l’organismo, favorisce la diuresi, è utile nell’insufficienza biliare, contro la cellulite, l’inappetenza, i disturbi digestivi e circolatori.

La sua pellicina bianca è ricca di pectina, una fibra che regolarizza l’intestino.

  • Consiglio di bellezza: il pompelmo è ideale per levigare i cuscinetti adiposi, la cellulite e la pelle a buccia di arancia. Per riuscirci, spremere un pompelmo e utilizzare il succo fresco per energiche frizioni sulle parti colpite dall’inestetismo, dopodiché risciacquare con acqua fresca.
  • Controindicazioni al succo di pompelmo: se si assumono dei farmaci, lasciare passare almeno quarantotto ore prima di assumerlo. È stato accertato che la naringina presente nel succo va a interferire con alcuni enzimi CYP3A, che sono presenti nel fegato e servono a metabolizzare tanti tipi di farmaci.

Il nome botanico del sedano è Apium graveolens. Appartiene alla famiglia delle Ombrellifere, originaria del Mediterraneo, e nell’antica Grecia, grazie al suo forte odore che deriva dalla sua composizione base di limonene e saliene, era ritenuto un concentrato di forza magica, collegato con le divinità degli inferi e le anime dei morti.

È ricco di acqua e di sali minerali come calcio, magnesio, potassio, fosforo, ferro e rame. Oltre ad antiossidanti, flavonoidi e alcaloidi, contiene vitamina A, C, E, K e alcune del gruppo B.

È uno degli alimenti più apprezzati nelle diete disintossicanti e dimagranti grazie alla sua leggerezza e alle poche calorie (20 per 100gr di prodotto). La sedanina, insieme a mannite, fenolo e inositolo, aiuta a combattere il meteorismo, favorendo l’assorbimento dei gas intestinali e la digestione. Ricco di fibre, è utile contro la stitichezza e ha un’azione diuretica grazie al suo olio essenziale, che ne fa uno dei più potenti disintossicanti. Ottimo antinfiammatorio, utile per i problemi urinari e vescicali, ma anche per le infezioni oculari e per l’acne. Ha una azione protettiva per il cervello e combatte il nervosismo.

Utilizzato come afrodisiaco, le proprietà del sedano in questo caso sembrano dovute alla presenza degli ormoni steroidi delta-16, i quali stimolano l’attività delle ghiandole sessuali.

Lo spinacio (nome scientifico Spinacio oleracea) è una pianta erbacea originaria dell’Asia sud-occidentale che i Persiani esportarono in altre aree, come la Cina, dove venne offerta simbolicamente in dono.

In Europa fece la sua comparsa solo intorno all’anno 1000, precisamente in Spagna, a opera degli Arabi e rapidamente si diffuse poi in tutto il continente fino all’Inghilterra, dove viene chiamato per lungo tempo “l’ortaggio spagnolo”. L’etimologia della parola non lascia dubbi: dall’arabo “aspanakh” sarebbe derivata successivamente la parola spagnola “espinaca”.

La coltivazione e il consumo di spinaci assumono un’importanza rilevante solamente nell’Ottocento, anche se risulta che venisse coltivato a Firenze, negli orti delle monache benedettine, già nel Cinquecento. Oggi gli spinaci vengono prodotti soprattutto nelle regioni del Nord Europa, in Cina e in Nord America, specialmente in California, Arizona e New Jersey.

Nel mondo dei fumetti gli spinaci sono indissolubilmente legati alla figura di “Braccio di Ferro” (Popeye the Sailor Man), il marinaio magro tranne che negli avambracci sproporzionati, segno di una forza sovrumana acquisita proprio mangiando il ferro contenuto negli spinaci per compiere le sue imprese: un’idea senz’altro originale, sostenuta anche per invogliare i bambini al consumo di questo ortaggio.

Scientificamente parlando, però, questo non è esatto in quanto deriva da uno sbaglio commesso nel 1870 quando un medico tedesco, Erik von Wolff, attribuì agli spinaci un contenuto di ferro dieci volte superiore rispetto al valore normale: invece di scrivere 3,4 mg ogni 100 g (anche se secondo altre rilevazioni la quantità sarebbe di 2,9 mg ogni 100 g) egli scrisse 34! L’errore venne scoperto solo negli Anni Trenta del secolo scorso, quando il fumetto era già molto diffuso e si preferì così continuare a celebrare questa errata virtù degli spinaci. Anche perché il ferro, contenuto in tutti gli alimenti vegetali, è scarsamente assimilabile, in quanto sottoforma di un sale (fosfato di ferro) che risulta molto poco assorbibile dall’organismo. Per cui è trattenuto e utilizzato solo in parte ed è molto difficile, quindi, raggiungere le dosi giornaliere consigliate soltanto con questa verdura.

Gli spinaci contengono: zeaxantina e luteina, ottimi alleati per la salute degli occhi, nella prevenzione delle infezioni oculari; acido folico, utile per il sistema immunitario e per la formazione dei globuli rossi; vitamina A, B9, C, E e K. Grazie a sali minerali come calcio, potassio, manganese, fosforo, ferro, rame e zinco, hanno un’azione remineralizzante, tonificante e cardiotonica.

Sono una delle più ricche fonti di quercetina, ottima per contrastare infiammazioni e infezioni, e hanno un elevato valore antiossidante.

Il nome dello zenzero deriva dall’arabo “Zind-schabil” e significa radice. È una pianta erbacea appartenente alla famiglia delle Zingiberacee, originaria dell’Asia orientale, e ha l’aspetto di una canna con grossi rizomi orizzontali molto aromatici.

La parte utilizzata è il rizoma, che ha proprietà antinfiammatorie, digestive e anticellulite. Merito dello zingiberene, che facilita l’eliminazione del muco e di tutte le scorie che danneggiano naso e gola. Lo zenzero è depurativo del sangue, antispasmodico, contrasta la formazione di gas intestinali e viene anche utilizzato in oculistica per la preparazione di colliri che hanno un grande capacità decongestionante, rivelandosi utile in numerosi casi di infiammazione oculare come blefariti o allergie.

Altre sue proprietà benefiche sono quella anticolesterolo (è in grado di abbassare il colesterolo cattivo nel sangue e di ripulire i vasi da quello che tende ad accumularsi), quella di accelerare il metabolismo attraverso l’innalzamento della temperatura corporea e quella di stimolare la digestione. Una tisana a base di zenzero può alleviare immediatamente i sintomi di una congestione, oltre a essere un alleato per curare la sinusite. Infine, lo zenzero è anche un eccellente analgesico perché aiuta a prevenire ed eliminare i dolori seguenti all’attività fisica.